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Il comune di Rocca Cigliè appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Cuneo

Storia

La parola "Langa" significa collina allungata perché le colline delle langhe corrono allineate per un lungo tratto quasi alla medesima altezza formando un naturale e comodo tracciato alle vie e ai sentieri che conducono da paese a paese situati in gran parte sulle cime dei colli.
Il primo nucleo di abitazioni che costituirono Rocca Cigliè secondo la tradizione locale pare fosse nel luogo che tuttora chiamasi "Villa" che venne seppellita sotto franamenti di terreno prodotti da qualche spaventoso cataclisma tellurico.
Rocca Cigliè fu detta Rupes Ciliarii: rupese nel latino classico significa rocca, burrone, rovina, roccia, balzo, dirupo. La parola ciliarum può significare ciglione cioè terreno erboso attorno ad un campo, lungo una strada, sopra una fossa; oppure cima, vetta quindi villaggio posto sulla sommità del colle.
Non risulta precisamente quando furono costruiti il castello ed innalzata la torre. È storicamente certo però che la maggior parte di essi furono eretti all'epoca dell'invasione degli Ungheri e dei Saraceni quindi tra il 950 ed il 1000. Situati in posizione strategica in modo che offrissero sicura difesa contro i nemici.
Il Castello che oggi noi vediamo non è il castello primitivo il quale subì una distruzione completa in epoca non precisata. Lo si capisce dal materiale adoperato, infatti, l'antico e la torre sono in pietre arenarie del luogo mentre il nuovo fu costruito in mattoni e materiali in terracotta.
La nuova costruzione del castello risale al 1450 come si deduce dallo stile proprio di quel secolo.
Un'idea approssimativa del castello, la possiamo avere non da opere scritte ma da un dipinto presente nella Cappella dei Santi Cosma e Damiano risalente al 1633. Siccome tali fortezze, nel passato erano chiamate "Rocche" così alcuni storici fanno derivare il nome di Rocca Cigliè precisamente dal suo castello fortificato.
Di antico, rimane solo la torre che relativamente al suo millennio di esistenza è molto ben conservata almeno riguardo ai muri esterni. Lo stile, tipico del 1000 quadrangolare quattro metri di lato e circa trenta di altezza, costituita da cinque piani collegati fra loro da scale di legno.
La confraternita dei frati disciplinati funzionò quale chiesa fin verso il 1450 cioè fino a che venne costruita la nuova chiesa parrocchiale affianco al castello.
L'antichità della Confraternita dei disciplinati, di architettura semplice, è comprovata da frammenti di affreschi che risalgono al 1300-1400 venuti alla luce intorno al 1931 nell'opera di restaurazione dei muri.
In epoca non accertata furono inconsultamente rovinati con l'apertura di una porta laterale e con l'incastro del pulpito nel muro e ricoperti gli affreschi con intonaco che ne ha intaccato e corroso qua e la i colori.
In fase di recupero si è scoperto che sotto questi affreschi ve ne sono altri molto più antichi del 1300.
La Nuova Chiesa Parrocchiale costruita tra il 1450 ed il 1500 adiacente al castello fu ricostruita ex novo nel 1760 dallo stile barocco allo stile del celebre architetto monregalese Francesco Gallo autore della meravigliosa e gigantesca cupola del Santuario di Vicoforte, del duomo di Mondovì Piazza e della chiesa parrocchiale di Carrù.
Negli anni fu oggetto di molti lavori di ripristino e manutenzione che la modificarono nella facciata e nel suo interno.
Nel 1633 visto che la peste non tendeva a scomparire, la Comunità eresse in Loc. Costa la Cappella dedicata ai SS. Cosma e Damiano, fratelli medici riconosciuti come validi intercessori presso Dio durante la pestilenza.
Il quadro principale riporta l'immagine della Madonna col Bambino e i due Santi Cosma e Damiano.
Ai lati dell'altare vi sono dipinti San Lorenzo, San Secondo, San Bovio. In calce si trova un abbozzo della Chiesa Parrocchiale, del Castello, della Torre feudale quali si trovavano nel 1633.

Tratto da:
Schede storico-territoriali dei comuni del Piemonte
Cesare Morandini 1996